A pochi chilometri a sud di Saluzzo, sulla collina che domina il paese di Manta, sorge un castello che chi ama la storia dell'arte conosce bene. Il Castello della Manta custodisce infatti uno dei cicli di affreschi profani più famosi del tardo Medioevo europeo: una sala dipinta con eroi ed eroine dell'antichità e con la scena fiabesca della Fontana della Giovinezza. È una gita breve, perfetta per mezza giornata, che completa in modo naturale il racconto della Saluzzo dei Marchesi.
Un ramo della dinastia dei Marchesi
Il castello è legato a un ramo della famiglia dei Marchesi di Saluzzo, i Saluzzo della Manta. All'inizio del Quattrocento Valerano, figlio naturale del marchese Tommaso III, ne fece una dimora signorile e volle decorare la sala principale con un grande ciclo di affreschi. Il legame con la corte di Saluzzo non è solo di sangue: il tema degli affreschi si collega al mondo letterario e cavalleresco caro alla dinastia, e in particolare all'opera scritta da Tommaso III, Le Chevalier errant.
Visitare la Manta dopo aver visto la Castiglia e la chiesa di San Giovanni a Saluzzo significa chiudere un cerchio: dalla capitale del Marchesato alla dimora di uno dei suoi rami, attraverso la stessa cultura di corte.
La Sala Baronale: Prodi ed Eroine
Il cuore della visita è la Sala Baronale. Su una parete si susseguono, a grandezza quasi naturale, i Prodi e le Eroine: figure di eroi ed eroine della storia e del mito, vestiti con abiti e armature eleganti, ciascuno con il suo stemma e la sua didascalia. Il colpo d'occhio è straordinario: colori, dettagli dei tessuti, gioielli e acconciature restituiscono la moda e il gusto di una corte del Quattrocento.
Sulla parete opposta si apre la scena della Fontana della Giovinezza. Uomini e donne anziani arrivano da un lato, si immergono nell'acqua miracolosa e ne escono giovani, pronti a corteggiarsi e a festeggiare. È un racconto vivace, a tratti ironico, che contrasta con la solennità dei Prodi e rende la sala un unicum.
Il castello oggi
Oggi il Castello della Manta è un bene del FAI, il Fondo per l'Ambiente Italiano, che ne cura la conservazione e l'apertura al pubblico. Oltre alla Sala Baronale, il percorso di visita comprende altri ambienti del castello e, all'esterno, la vista sulle colline e sulla pianura intorno. Il FAI organizza nel corso dell'anno anche visite e iniziative dedicate: vale la pena controllare il calendario prima di partire.
Orari, giorni di apertura e biglietti del Castello della Manta sono pubblicati dal FAI sui suoi canali ufficiali: verificateli prima della visita, perché possono cambiare con le stagioni.
Come arrivarci da Saluzzo
Manta si trova a pochi chilometri a sud di Saluzzo e si raggiunge comodamente in auto in pochi minuti. Il castello è sulla collina sopra il paese: l'ultimo tratto sale, e conviene seguire le indicazioni per il parcheggio dei visitatori.
Il momento migliore per andarci è la mattina, così da tornare a Saluzzo per pranzo, oppure il primo pomeriggio, rientrando in città in tempo per una passeggiata al tramonto nel centro storico. Dedicate alla visita almeno un'ora e mezza: la Sala Baronale merita di essere guardata con calma, magari con l'aiuto delle spiegazioni disponibili sul posto.
Perché non perderlo
Il Castello della Manta è una di quelle visite che restano. Non è grande e non chiede una giornata intera, ma regala un incontro raro con l'immaginario di una corte del Quattrocento, con i suoi eroi, le sue dame e le sue fantasie. Per chi soggiorna a Saluzzo, a pochi minuti di distanza, è un piccolo viaggio nel tempo da non lasciarsi sfuggire.
Un ultimo consiglio: se potete, rileggete prima della visita qualche pagina sulla storia del Marchesato o sulla cultura cavalleresca del Quattrocento. Non è indispensabile, ma rende ancora più ricco il dialogo con le figure della Sala Baronale.
Il vostro soggiorno a Saluzzo — Casa Piazzetta
Un appartamento per 4 ospiti in una casa del Quattrocento, affacciato sulla Piazzetta dei Mondagli, a 100 metri dal Duomo: la base per vivere a piedi la Saluzzo che raccontiamo nel blog.